Si intensifica la guerra in Medio Oriente
In più occasioni, tra le varie ipotesi s’è evidenziata quella di una seconda ondata inflattiva dopo quella vista nel 2022.
Infatti, osservando i rari precedenti storici (anni ’40 e anni ’70), al primo picco ne seguì un secondo, intervallati da un paio d’anni di calo.
Molto fu illustrato e approfondito nell’articolo ‘Inflazione: analisi secolare’ del 5 novembre 2022.
L’escalation degli ultimi giorni della guerra mediorientale rafforza tale ipotesi.
Tra gli sviluppi compatibili col contesto attuale, da monitorare i seguenti:
- consolidamento al di sotto dei massimi delle borse (ormai in corso da oltre un anno se si prende come riferimento gli Stati Uniti);
- rialzo del petrolio che col passare del tempo alimenterà l’inflazione;
- in principio possibile slancio dei bond (scontando l’acuirsi della crisi economica) per poi invertire al ribasso penalizzati dall’inflazione.
Ovvio che gli sviluppi e l’entità degli stessi dipenderanno da vari fattori, in particolar modo se la guerra coinvolgerà o meno direttamente gli Stati Uniti (la cui borsa è storicamente poco sensibile a ciò che non la riguarda) e se sarà o meno deciso un embargo petrolifero (che negli anni ’70 portò più preoccupazione della guerra stessa).
Riccardo Fracasso
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