Nell’ultimo check up, illustrando i principi del Monetix, abbiamo avuto modo di evidenziare le aspettative della Federal Reserve e della BCE.

In particolare, s’è spiegato come per la Banca Centrale Europea, al contrario di quella Americana, lo scenario più probabile è che il bottom dei tassi di interessi sia stato raggiunto.

Al di là dei riflessi per gli altri asset, ciò ha una valenza significativa per il cambio euro/dollaro.

Come più volte spiegato, si tratta di un cambio finanziario, i cui flussi in entrata sono attratti dalle condizioni prospettiche di rendimento migliori.

Conseguentemente, le prospettive di un calo dei tassi americani contestuale al mantenimento del livello di quelli europei, è destinato a ridurre il divario a favore dei primi.

Considerando che dal luglio 2008, proprio spinto da prospettive di rendimento migliori, il cambio euro/dollaro ha dato vita a un canale pluriennale ribassista per l’euro, il ridimensionamento di tali prospettive, che peraltro hanno anche favorito l’uscita stessa dal canale, ci portano quantomeno a preferire una copertura sulla valuta americana:

Inoltre, sarà interessante monitorare eventuali conferme di un potenziale pull back del dollar index sull’ex supporto in area 100,4 rotta nel secondo trimestre:

Poi magari non succederà nulla, ma al momento sia per il cambio euro/dollaro che per il dollar index, il 2026 si prospetta un anno molto avvincente.

Riccardo Fracasso

 

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