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Come da attese la BCE ha alzato i tassi di un quarto di punto, portandoli al 2,4%.

L’ultimo precedente risale a quasi tre anni fa (20 settembre 2023).

Si tratta del primo rialzo dopo un periodo di pausa post bottom di un anno.

Decisione presa in modo unanime dal consiglio.

Christine Lagarde ha giustificato il rialzo con l’aumento delle aspettative inflazionistiche (3% per il 2026).

Personalmente ritengo che le proiezioni al 2,3% nel 2027 e al 2,0% nel 2028 saranno disattese e col tempo dovranno essere ritoccate verso l’alto.

La stessa Lagarde ha affermato che il rincaro energetico “dovrebbe trasmettersi all’inflazione degli alimentari, dei beni e dei servizi.”.

Si sta parlando di quegli effetti di secondo livello di cui spesso abbiamo parlato negli ultimi mesi.

Tagliate al ribasso, invece, le stime sulla crescita.

Una politica restrittiva è compatibile con un’economia surriscaldata e un’inflazione da domanda.

Oggi, invece, l’economia è in fase di indebolimento e l’inflazione è da costi, legata all’aumento dei prezzi dell’offerta principalmente a causa di problemi di distribuzione (chiusura dello stretto di Hormuz).

In altre parole, la BCE mira a contenere l’inflazione acuendo il rallentamento economico e col rischio di sconfinare in recessione.

Le leve per scongiurare uno scenario simile sono una politica fiscale espansiva (investimenti pubblici) e riforme strutturali (semplificazione burocratica e digitalizzazione) in grado di aumentare la produttività.

Difficile ciò avvenga in un contesto in cui i governi devono contenere il deficit.

Concludo pubblicando le aspettative sui tassi (ECB Watch):

Previsto un altro rialzo entro la fine dell’anno.

Riccardo Fracasso

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