Con la fine della tregua i prezzi energetici sono aumentati.
L’attenzione delle persone è principalmente rivolta alle pompe.
Comprensibile, specie d’estate, periodo in cui ci si sposta di più e si va in vacanza, mentre la necessità di scaldarsi è ridotta all’acqua.
Tuttavia, è bene non perdere d’occhio l’andamento del prezzo del gas quotato ad Amsterdarm, riferimento per i prezzi all’ingrosso in Europa:

Si osservi dal grafico un range laterale entro il quale il gas si muove da oltre 3 anni.
A marzo, con l’attacco all’Iran e la chiusura dello stretto di Hormuz, abbiamo assistito a una falsa rottura della parte superiore di tale range (area 48 euro).
Da qualche giorno, con la ripresa della guerra, il prezzo si muove al di sopra, e attualmente registra 63,57 euro.
Non è un bel segnale, specie nel caso di conferma con la chiusura del mese.
Finora i prezzi, seppur in forte rialzo, si sono mossi in modo composto se si pensa ai massimi segnati nel 2022, con l’invasione all’Ucraina (massimi oltre 340 euro).
Non si sta dicendo che, nel caso di conferma di fuoriuscita dal range laterale il gas tornerà necessariamente a quei valori, ma che i margini di apprezzamento sono elevati.
Riccardo Fracasso
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