S&P 500: analisi grafica
Settimana corta per diverse borse, tra cui quella americana.
Lo S&P 500 ha chiuso la seduta a 6.582 punti, registrando un +0,11%.
Il bilancio settimanale è pari a un +3,36%.
Marzo, caratterizzato dalla guerra, registra un -5,09%.
Di seguito il grafico aggiornato su base mensile:
Allargando lo sguardo e passando a un time frame trimestrale è possibile notare che tale canale rialzista, avviatosi dai minimi del 2020, rappresenta un’accelerazione rialzista all’interno di un canale, sempre ascendente, che ha avuto inizio nel 2009:

Per comodità, chiameremo canale numero 1 quello meno lungo e numero 2 l’altro.
Tornando al primo grafico, si osservi come a marzo, al di là di uno sforamento temporaneo, la chiusura mensile (nonché trimestrale) si è mantenuta all’interno del canale 1.
Già questo aspetto descrive un comportamento non completamente nelle mani dei venditori, perché un calo come si deve non riconosce alcun supporto.
Finora, contrariamente a quel che può essere la percezione generale, il comportamento dei mercati può definirsi piuttosto composto, di certo non pessimista.
Difatti:
- le quotazioni del petrolio sono aumentate di circa un 50% ma per raggiungere 110 dollari, un livello alto ma non esagerato se si considera il blocco prolungato dell’importantissimo stretto di Hormuz;
- il calo dei listini azionari è stato contenuto si tiene conto dello scoppio improvviso di una guerra imprevista;
- il VIX è salito, ma muovendosi all’interno della media storica (20-25%) o poco oltre, dimostrando un certo controllo.
La spiegazione principale può trovarsi in un mercato che preferisce, nonostante tutto, dar fiducia alle parole rassicuranti di Trump, che dai primi giorni di guerra sostiene di aver vinto e che è quasi conclusa.
A metà marzo affermai: “In generale, si ritiene che la correzione in corso sui mercati azionari possa portare tra qualche mese a interessanti opportunità di acquisto.”.
Allo stesso modo ora mi sento di dire che non credo che le letture della volatilità siano compatibili con quelle di esaurimento di un calo importante.
A meno che non si pensi che una guerra improvvisa in cui partecipano gli Stati Uniti e in cui è protagonista il petrolio possa scontarsi con una correzione di breve durata ed entità, ritengo che non siano ancora presenti le condizioni di fine ribasso.
In queste settimane potremmo/dovremmo assistere a un innalzamento del VIX e a ulteriore sforamento del canale 1 da parte dello S&P 500 (pur sempre all’interno del canale 2), magari con un recupero entro la chiusura trimestrale.
Riccardo Fracasso
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