In più occasioni s’è spiegato che il cambio euro/dollaro rappresenta un cambio finanziario.
Mentre i cambi commerciali sono fortemente correlati alla bilancia dei pagamenti, con quelli finanziari i flussi si dirigono laddove sussistono le migliori condizioni prospettiche di rendimento.
Al momento, la situazione dei tassi governati dalla FED e della BCE è questa:

Si parlava di prospettive… approfondiamo.
Il ciclo monetario dell’Area Euro è più maturo rispetto a quello statunitense.
Infatti, le aspettative per il 2026 parlano di 1-2 rialzi per la BCE e zero per la FED.
Peraltro, come abbiamo visto attualmente i tassi dell’area euro sono più bassi (quindi, potenzialmente, maggior spazio di manovra al rialzo) e a ciò si aggiunge che il mandato principale della banca centrale europea è il contenimento dell’inflazione, mentre per gli Stati Uniti crescita e disoccupazione non sono certamente elementi secondari.
Ciò avvantaggia chiaramente l’Euro.
Conferme anche dal punto di vista prettamente grafico, come spiegato in tempi non sospetti.
Grafico aggiornato:
La fuoriuscita dal canale pluriennale ribassista rappresenta un chiaro segnale rialzista dell’Euro contro il Dollaro.
Ulteriori conferme anche dal Dollar Index, dal cui grafico si sta definendo un pull back in area 100:
In entrambi i grafici, le correzioni di marzo sono state spinte da una reazione al conflitto che ha portato dei flussi nel dollaro, percepito ancora, a torto o a ragione, come un bene rifugio.
Tuttavia, al momento stiamo parlando di un movimento compatibile, sia nel primo grafico (prese di beneficio in corrispondenza di area 1,2) che nel secondo (potenziale pull back), con un’impostazione di fondo di deprezzamento per la valuta americana.
Conferme di forza (debolezza per il dollaro) nel caso di:
- cambio euro/dollaro: rottura al rialzo di area 1,2;
- dollar index: rottura al ribasso area 96.
Riccardo Fracasso
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