Partiamo subito col grafico del Ftse Mib:
Il nostro indice ha chiuso la seduta a 16.970 punti, registrando un +0,3%.
Il bilancio settimanale è pari ad un +4,22%.
La scorsa settimana si scriveva:
“Sono solo due le sedute di borsa di quest’ultima settimana, ma sono bastate per dar vita ad una Engulfing Bearish, figura di inversione ribassista (vedi le due candele all’interno della cornice rossa).”.
L’euforia per l’accordo trovato negli Stati Uniti ha negato rapidamente la Engulfing di cui si parlava.
S’è quindi saliti ma l’euforia è stata tale da dar luogo ad un gap up visibile sia nel grafico giornaliero….
….che in quello settimanale:
Considerato che il gap in questione trova persino conferma su base settimanale, il segnale ne esce rafforzato.
Come più volte precisato, i gap up che si formano dopo una fase di buona continuità rialzista suggeriscono cautela perchè spesso annunciano un indebolimento del trend in corso.
Pertanto, o siamo in presenza di una notizia talmente positiva ed inattesa da riuscire a far scappare in alto il mercato, incurante di eventuali resistenze, o siamo in presenza di un classico eccesso che si verifica poco prima di un’inversione ribassista.
Io ritengo sia più probabile la seconda ipotesi e che il gap up appena citato non rimarrà aperto a lungo (una sua chiusura richiede una discesa almeno fino a 16.484 punti).
Tuttavia, la chiusura giornaliera e quella settimanale sui massimi mi suggeriscono di non escludere a priori l’ipotesi che lo strappo non sia ancora esaurito.
Pertanto, non volendo tralasciare nulla al caso, andiamo a vedere l’eventuale prossimo ostacolo:
Come potete notare, la prossima resistenza si trova in area 17.050-17.150, soglia entro la quale il Ftse Mib ha segnato i propri massimi ad ottobre 2011 e a marzo 2012.
Anche per quanto affermato nel precedente articolo, ritengo improbabile una rottura convinta dell’area appena citata.
Una risposta importante alla bontà del rialzo in corso, il mercato ce la darà la prossima settimana, quando le feste saranno finite ed i volumi s’alzeranno.
Ad ogni modo, resto dell’idea che fino a che il mercato americano non prenderà una direzione decisa, qualsiasi movimento da parte del nostro listino avrà ben poco valore.
Riccardo Fracasso
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