La tabella di seguito, prendendo in esame lo S&P 500, presenta le 22 discese di almeno 20 punti percentuali dal 1929 ai giorni d’oggi.

Per ognuna indica la durata, la profondità del calo e l’eventuale concomitanza con una recessione economica americana.
Per comodità, distinguiamo le discese con e senza recessione parlando di gruppo 1 e gruppo 2.
12 di queste discese appartengono al gruppo 1, 10 al 2.
Mediamente, le prime, rispetto alle seconde, sono più violente (-42% rispetto a -29%) e più lunghe (16 mesi rispetto a 12).
All’interno della serie storica non mancano le eccezioni, come discese nel gruppo 1 molto brevi (1 mese quella del 2020) o cali nel gruppo 2 molto profondi (-46% del 1938), ma il dato d’insieme ci aiuta a capire quel che succede il più delle volte, consci di non poter prevedere il futuro.
Un approfondimento condotto personalmente e limitato alle discese dal 1970 in poi mi ha portato a scoprire che tutti i cali del gruppo 1 sono avvenuti in prossimità di una curva piatta/invertita, mentre tra quelli del gruppo 2 solo quello del 1998.
Al momento la curva dei rendimenti è positiva e non anticipa una recessione.
Pertanto, ammesso e non concesso che i minimi del calo in corso non siano ancora stati raggiunti, fino a che la curva non si appiattisce/inverte (ipotesi che non escludo in alcun modo, anzi) le aspettative sono per una discesa consistente ma non drammatica.
Riccardo Fracasso
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