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Circa un mese fa (31 Agosto), esaminando la situazione dei mercato obbligazionario pubblicai, tra l’altro, una tabella che riportava in ordine decrescente i titoli a seconda del loro rendimento reale:

Decennali governativi in ordine decrescente di rendimento reale

Decennali governativi in ordine decrescente di rendimento reale

LEGENDA

Di seguito la tabella aggiornata in ordine alfabetico:

Titoli governativi in ordine alfabetico

Titoli governativi in ordine alfabetico

In questa tabella vi invito a prestare attenzione alla colonna centrale che ospita i dati dei rendimenti lordi (non quelli reali).

Premessa: l’andamento del prezzo di un titolo obbligazionario è inversamente proporzionale al suo rendimento lordo, per cui un calo del rendimento significa un apprezzamento del titolo.

Risultati complessivamente negativi per i decennali esaminati, sia all’interno che all’esterno dei titoli suggeriti circa un mese fa attraverso la ‘strategia dei rendimenti reali’ (caselle con sfondo verde).

All’interno dell’Area verde possiamo trovare la miglior performance (Russia) ma anche le peggiori (Brasile e Grecia).

Ora vediamo sempre la tabella aggiornata ma ordinata in funzione dei rendimenti reali:

Decennali governativi in ordine decrescente di rendimento reale

Decennali governativi in ordine decrescente di rendimento reale

Rientrano Messico e Cina ed esce nuovamente la Russia.

Nella seguente tabella si propone il riepilogo dei valori medi alle varie rilevazioni calcolate negli ultimi mesi:

Tabella riepilogativa dati complessivi

Tabella riepilogativa dati complessivi

Nonostante il rialzo rispetto al precedente mese (1,44), il rendimento reale medio dei titoli esaminati (1,51) continua a descrivere una notevole carenza di valore (ricordo che in linea generale la media dovrebbe essere circa del 2%).

I mercati azionari sono notevolmente favoriti dalla marcata sconvenienza del mercato obbligazionario.

Difatti, fino a che non sarà ricreato valore nel mercato obbligazionario (obiettivo raggiungibile con una decisa discesa) i flussi resteranno nel mercato azionario, salvo temporanee fisiologiche correzioni (ma chi uscirà si sentirà ‘costretto’ a rientrare).

Va inoltre aggiunto che i flussi  in uscita dal mercato obbligazionario nel caso di un eventuale calo  finirebbero quasi necessariamente per alimentare il mercato azionario, consentendo un’ulteriore imponente onda rialzista, probabilmente quella conclusiva.

Riccardo Fracasso

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