Partiamo subito col grafico del Ftse Mib:

Il nostro indice ha chiuso a 14.360 punti, registrando un -3,43%.

Il bilancio settimanale è pari ad un pesantissimo -5,63%.

Ultime sedute:

 

 

 

 

Martedì, al termine di una sonoro tonfo (-4,98%), in una inconsueta analisi infrasettimanale si scriveva:

“E’ sempre difficile, oltre che rischioso, cercare un minimo quando si scende…tuttavia, la concomitanza di tutti gli elementi (Ndr: si faceva riferimento ad elementi positivi) che ho elencato, mi lasciano supporre che una svolta sia assolutamente possibile…”.

Come dimostrano le candele che rappresentano i due giorni successivi (nel grafico, terzultima e penultima candela), il Mib ha riconosciuto la presenza dell’area di supporto a 14.400 punti, ed è rimbalzato.

Tuttavia, alla luce di quanto successo nella seduta odierna, bisogna classificare il rialzo come semplice reazione e non certo come svolta.

Un forte sospetto sulla solidità del rialzo lo poteva destare la seduta di mercoledì (terzultima candela): nonostante la chiusura ampiamente positiva (+1,6%), il Mib ha ridotto il suo recupero di oltre un punto percentuale (+2,74%) proprio nell’ultima parte della giornata (come sapete, la più sincera).

Qualche presa di profitto sarebbe stata normale nel caso di eccesso, ma lo è meno se si considera che si considera che si veniva da circa 3 settimane di discesa continua.

Questi sono segnali che io, non scrivendo giornalmente, non posso evidenziare, per cui vi inviterei ad essere vigili osservatori, a non limitarvi a legger le performance finali, ma a prestare attenzione all’andamento delle sedute.

E’ l’andamento della seduta che talvolta ci spiega la qualità della stessa, e non tanto la chiusura.

Ciò premesso veniamo alla situazione attuale.

Innanzitutto, tutti e tre i trend rimangono ribassisti.

In secondo luogo, la chiusura giornaliera abbastanza vicina ai minimi ne rende probabili ulteriori nella seduta di lunedì.

Inoltre, la chiusura settimanale in prossimità dei minimi, ne rende probabili ulteriori nella prossima settimana.

Ricordiamo ancora una volta che minimo giornaliero e minimo settimanale non possono coincidere, per cui, se la regola dovesse esser rispettata, avremo un minimo giornaliero nella seduta di lunedì ed un minimo settimanale in una delle sedute successive.

Il minimo settimanale deve esser ben visibile sul grafico con time frame settimanale (in cui, quindi, ogni candela rappresenta una settimana).

Infine, è bene sottolineare che la regola è rispettata anche se il minimo venisse segnato durante il periodo successivo, ma non fosse mantenuto nella chiusura; per esempio, si potrebbe scendere fino a 14.000 punti mercoledì, ma chiudere la settimana a 15.000 e avremo avuto comunque un minimo settimanale.

Considerata l’esigua distanza che separa i valori attuali del Mib dall’area di supporto intorno a 14.400, non possiamo considerare quest’ultima già perforata, ma gli elementi precedentemente spiegati mi portano a ritenere che tale soglia potrà presto esser considerata violata.

Obiettivi? Il più vicino è a 13.610 punti e raggiungerlo vorrebbe dire perdere un 5,2% dai valori attuali.

Non so se ci si arriverà, ma non mi stupirei se ciò accadesse.

D’altra parte, le ultime settimane sono lì a dimostrarci che in questo periodo cali del 5% sono assolutamente fattibili, nonostante in America le discese siano molto più contenute.

Nella prossimità di determinati livelli, sarei dell’idea che diventerebbe probabile un buon rimbalzo anche per il nostro fragile Ftse Mib.

Una simile ipotesi, a mio parere, diverrebbe meno probabile nel caso di notizie altamente negative, e per notizie altamente negative non intendo dati deludenti sul lavoro o al deterioramento dei conti di uno stato, ma a qualcosa di imprevisto, come la Spagna che chiede aiuto all’UE o il fallimento di alcune banche importanti; personalmente non penso che ciò avverrà nel brevissimo e ritengo inoltre che il peggioramento della situazione del paese iberico e degli spread dei Paesi più deboli dell’Area Euro, siano già scontati nel forte calo delle ultime settimane.

Ovvio che eventuali ingressi debbano esser accompagnati obbligatoriamente dall’uso di stop loss.

Riccardo Fracasso

 

 

 

 

 

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