Il Ftse Mib  ha chiuso la seduta a 17.970 punti, registrando un -0,49%.

Il bilancio settimanale è pari ad un +2,4%.

Premessa: non fatevi ingannare da quest’ultimo dato positivo.

Ci saranno molti elementi tecnici da evidenziare, per cui procediamo con ordine.

Grafico:

Grafico nr. 1 - Ftse Mib - Resistenza ed ipercomprato

Grafico nr. 1 – Ftse Mib – Resistenza ed ipercomprato

Si può notare come il Ftse Mib, nonostante ieri abbia registrato un massimo superiore (18.095) rispetto a quello del lontano 30 gennaio (17.983), non l’ha fatto in modo così convincente da consentirci di definire tale resistenza rotta.

Anzi, proseguendo con l’analisi avremo modo di vedere come quel che nel corso della seduta di ieri poteva esser considerato come evento positivo di rilievo (superamento resistenza importante), oggi parrebbe più ragionevole annotare come probabile evento negativo (falsa rottura).

Per prima cosa va sottolineato l’eccesso di ipercomprato segnalato dal Detrended.

In secondo luogo, la chiusura di seduta sui minimi ne rende probabili ulteriori nella giornata di lunedì.

Proseguiamo.

La scorsa settimana, nel ricercare i possibili obiettivi del rialzo in corso, s’affermava:

“…applicando le estensioni di Fibonacci, possiamo vedere come anche il livello meno ambizioso (Ndr: 18.226 punti, estensione del 61,8%) dei tre sia superiore alla resistenza.”.

Grafico aggiornato:

Grafico nr. 2 - Ftse MIb - Estensioni di Fibonacci

Grafico nr. 2 – Ftse MIb – Estensioni di Fibonacci

Ricordando che qualsiasi livello di resistenza/supporto va considerato come un’area di resistenza/supporto intorno ad un valore, la soglia intorno ai 18.226 punti può considerarsi raggiunta.

Quel che segue, invece, sono le ultime tre sedute:

Grafico nr. 3 - Ftse Mib - Hanging man e gap up

Grafico nr. 3 – Ftse Mib – Hanging man e gap up

La penultima candela, rappresentante la seduta di giovedì, risponde a tutti i requisiti per esser considerata un Hanging man: una candela con corpo piccolo, ombra inferiore molto pronunciata (almeno doppia rispetto al corpo)  mentre quella superiore è nulla o comunque non superiore al 5-10% del range minimo-massimo della seduta.

Trattandosi di figura di inversione ribassista, è richiesta l’esistenza di un trend rialzista da invertire: anche tale elemento è pienamente soddisfatto (vedi grafico nr. 2).

Inoltre, il calo odierno conferma la bontà del segnale ribassista dell’Hanging man di ieri.

A tutto ciò si aggiunge quel gap up, che essendosi formato  dopo una fase di buona continuità rialzista, in presenza di un forte ipercomprato ed essendo seguito da un Hanging man, non va considerato come un segnale di forza ma come un preoccupante campanello di allarme.

Quel gap up, a mio avviso, esprime la fretta con la quale il parco buoi, dopo l’annuncio della Fed (che ha mantenuto invariata la QE3), s’è affrettato a salire sul treno.

L’euforia del parco buoi non va mai considerato come un aspetto positivo.

Riassumendo quanto finora esposto, abbiamo:

  • presenza di ipercomprato;
  • chiusura di seduta sui minimi;
  • raggiungimento prima area di estensione di Fibonacci;
  • formazione Hanging man con tanto di conferma;
  • comparsa gap up in una fase di buona continuità rialzista.

Tutti questi elementi tecnici portano alla stessa direzione: probabilmente presto si potrà parlare del recente superamento della resistenza del 30 gennaio (17.983) come di una classica falsa rottura.

Riccardo Fracasso

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