In assenza di novità di rilievo relative allo S&P 500, andiamo ad esaminare l’interessante situazione grafica del natural gas.

Partiamo col grafico di lungo termine (scala logaritmica e time frame trimestrale):

NATURAL GAS- Estensioni di Fibonacci

Si osservi come lo spettacolare calo avviatosi dal massimo del Dicembre 2005 (23,657 dollari) abbia portato il gas addirittura a pochi passi dall’estensione del 161,8% calcolata sui punti di svolta A-B-C.

Si ricorda come tra le tre principali estensioni di Fibonacci, quella del 161,8% è quella raggiunta più raramente.

Pertanto, il raggiungimento di tale area rappresenta di per sé un eccesso, figuriamoci andarci oltre.

Tale grafico ci illustra come il gas si trova su livelli grafici bassi, presso i quali ogni eventuale segnale rialzista è da prendere in considerazione.

A questo punto avviciniamo lo sguardo passando ad un grafico con time frame giornaliero:

NATURAL GAS – Gap up

Si osservi innanzitutto come il recente strappo rialzista del gas abbia dato origine ad un gap up (peraltro visibile anche su base settimanale).

Gap up che, essendosi formato sui minimi, può rivelarsi un interessante breakaway gap, gap che segnala l’inizio di un movimento significativo.

Attualmente il movimento è da manuale: dopo la formazione del gap abbiamo assistito ad un allungo, poi ad una correzione però incapace di chiudere il gap, e quindi la ripartenza.

Il classico pull back.

L’eventuale superamento del recente massimo relativo segnato lunedì scorso (3,231) confermerebbe in modo pressoché definitivo il cambio di scenario.

D’altro canto, il segnale rialzista verrebbe meno nel caso di vendite tali da colmare completamente il gap (quindi discese fino ad almeno a 2,998 euro).

Ad ogni modo, ripeto, attualmente il movimento è perfetto e si è formato in concomitanza di target molto raggiunti (primo grafico).

Riccardo Fracasso

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