Partiamo subito col grafico del Ftse Mib:

Il nostro indice ha chiuso a 15.245 punti, registrando un -0,16%.

Ultime sedute:

Crea qualche perplessità il fatto che l’indice oggi, dopo aver toccato il massimo (15.448 punti) proprio a ridosso della 25+5, sia sceso.
Il trend di lungo periodo resta quindi impostato al ribasso, anche se onestamente non si poteva pretendere che il mercato, all’indomani di un +4,39%, fosse già in grado di invertirlo al rialzo.
Anzi, è già molto positivo il fatto che lo storno odierno sia stato così esiguo.
 
Ad ogni modo, nonostante la gran settimana in corso (ad oggi +9,39%), il Ftse Mib rimane tuttora all’interno di un ampio canale ribassista.
Nel caso dovesse dimostrarsi in grado di uscirci (verso l’alto) l’obiettivo diventerebbe quello di chiudere quel gap down che è rimasto aperto dal 31 ottobre.
 
Ma prima di fare ragionamenti di questo genere, meglio attendere di vedere come si chiude la settimana.
 
 
Segnali sicuramente positivi sul fronte rendimenti:
Ora siamo ben distanti dai massimi segnati poche sedute fa.
Ancor più positivo il fatto che il rendimento a 2 anni sia sceso in modo abbastanza consistente sotto al decennale.
Ciò significa, che in questo momento gli investitori reputano meno probabile un default  imminente dell’Italia, rispetto alla settimana scorsa.
Tuttavia, il rendimento del BTP  a 5 anni resta superiore a quello del decennale (mercato che ritiene possibile un default nel medio periodo) ed inoltre, non va scordato che i valori di tutte le scadenze, seppur in forte calo, restano su livelli insostenibili.
In buona sostanza: molto positivo il calo iniziato lunedì, ma al momento la situazione resta drammatica.
La strada per tornare alla normalità è ancora lunghissima.
Basterebbero i valori attuali dei rendimenti per capire che stiamo già ora vivendo un’apocalisse, anche se non tutti sembrano essersene accorti.
 
Pochi giorni fa ho visto ‘Too big to fail’.
Il film (ve lo consiglio) descrive la crisi, dietro le quinte, del 2008.
In una scena c’era Geithner (attuale segretario del Tesoro Usa) che parlando al telefono con Paulson (ex segretario del Tesoro) si stupiva di come la gente si comportasse come se nulla stesse accadendo, ignara di una catastrofe che stava per scoppiare.
Ecco, in questo periodo mi capita spesso di avere pensieri molto simili a quello di Geithner.
 
Riccardo Fracasso
 
 
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