From the daily archives: sabato, Dicembre 3, 2011
Ho pensato che sia bene dedicare un intero articolo alla situazione del debito.
 
Rendimenti dei titoli di stato aggiornati a venerdì:
 
 
Non v’è alcun dubbio che vada accolto positivamente il sensibile calo rispetto ai massimi, che potrebbe (il condizionale è d’obbligo) anche proseguire per un pò di tempo grazie alla tregua favorita dall’annuncio della BCE (intervento congiunto delle banche centrali), ma ritengo che quanto deciso non sia  risolutivo e di conseguenza la discesa è da considerarsi temporanea. 
Gli attuali rendimenti sarebbero normalissimi se stessimo parlando di un Paese emergente con una forte crescita, ma stiamo parlando dell’Italia, un paese sviluppato che è praticamente in recessione.
 
In uno degli articoli che pubblicai il 23 novembre conclusi dicendo: ‘Nelle ultime settimane si parla giustamente tanto della crisi degli Stati dell’Area Euro, ma non vorrei che fosse dimenticata quella del settore bancario, che peraltro è legata a doppio filo con la prima.’.
 
V’era ovviamente un motivo: spesso quando i media si concentrano su una notizia, più o meno inconsapevolmente trascurano le altre lasciando all’oscuro chi non è del settore.
Non si parla più della Grecia (che non ha certamente risolto i problemi) e non si raccontano nemmeno le difficoltà delle banche.
Ho controllato i rendimenti delle obbligazioni emesse dai principali istituti finanziari (di certo molti altri non faranno eccezione) e sono tutti superiori a quelli dei titoli di stato italiani.
In una situazione di normalità ciò non dovrebbe preoccupare perchè un titolo di stato è sempre stato considerato l’investimento sicuro per eccellenza, ma in un periodo come l’attuale in cui non si nasconde più la possibilità di un default del nostro Paese, sapere che le emissioni bancarie offrono rendimenti persino superiori è elemento che non può passare inosservato.Gli istituti finanziari sono innegabilmente nel mezzo di una crisi di liquidità, causata da crediti in sofferenza (specialmente quelli concessi alle imprese edili) e dalla massiccia presenza in bilancio di titoli di stato che hanno subito perdite enormi.
Quest’ultimi fanno parte del cosiddetto core tier one, che è il capitale di qualità che ogni banca deve obbligatoriamente avere.
Il crollo dei titoli di stato ha provocato ovviamente una riduzione del core tier one, obbligando le banche a cercare ogni modo possibile per raccogliere liquidità.

Un’impresa difficile se si considera che i prestiti interbancari si sono quasi azzerati da diversi mesi.
Ecco allora che le banche da una parte hanno chiuso il rubinetto alle imprese ed ai privati, e dall’altra pur di raccogliere denaro offrono PCT o conti depositi a tassi superiori al 4%.
Il problema è che se le imprese non vengono più finanziate chiudono, cresce la disoccupazione e sempre meno persone potranno rimpinguare il proprio conto corrente e quindi fornire liquidità alle banche.
Da sempre gli istituti finanziari di tutto il mondo si indebitano a breve termine (conto corrente) ed erogano credito a lungo (pensate per esempio ai mutui).
Tale sistema è tanto redditizio (i tassi di lungo sono più alti di quelli a breve) quanto pericoloso, perchè se  i risparmiatori smettono di alimentare a dovere i propri conti, le banche si ritrovano in seria difficoltà.Mi è capitato che qualcuno mi etichettasse come catastrofista evidenziando che le catastrofi però non avvengono.
Premetto che sono convinto che tra uno/due anni sarà un motivo di grande vanto e non certo d’offesa l’esser ricordati come chi era catastrofista.
Inoltre, non potete immaginare, anche per il lavoro che svolgo, quanto vorrei poter esser positivo ma la situazione non me lo consente.
Siamo in un sistema in cui l’economia non cresce, i rendimenti dei titoli di molti Paesi sono fuori controllo, le banche sono in crisi di liquidità, le imprese non vengono finanziate ed i risparmiatori non sono più in grado di risparmiare.
Se in questo sistema c’è chi ci accusa di prevedere una catastrofe che non arriva mai, forse non si è accorto che ci siamo già dentro da un pezzo.

Godiamoci finchè dura la tregua che ci sta regalando l’annuncio di mercoledì, perchè quando terminerà ci sarà davvero da soffrire.

 

Riccardo Fracasso


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