From the daily archives: sabato, Agosto 3, 2019

Come ampiamente scontato, dopo 7 mesi di attendismo, questa settimana la FED ha annunciato il primo taglio dei tassi.

L’ultima riduzione avvenne ben 10 anni fa.

Powell, presidente della Banca Centrale, ha invitato a considerare tale taglio come un aggiustamento (non necessariamente isolato) di metà ciclo e non come l’inizio di una lunga fase di tagli, tipico della fine di un ciclo.

A mio modesto avviso questa motivazione appare ben poco credibile, specie per un ciclo che è già diventato il più lungo mai visto, che poggia principalmente su insostenibili operazioni di buy back e su un altrettanto insostenibile ricorso al debito.

Tale decisione può essere giustificata solo da dati economici in mano alla Banca Centrale americana che indicano quantomeno un rallentamento economico.

La politica espansiva favorisce l’economia e, quindi, anche il mercato azionario.

Tuttavia, è necessario non incorrere nell’errore di pensare che l’inizio di una serie di tagli dei tassi corrisponda all’inizio di un nuovo allungo del mercato azionario ed economico.

Semmai, la storia degli ultimi due cicli dice l’esatto contrario:

S&P 500

Si osservi dal grafico come nei precedenti cicli il primo taglio dei tassi sia molto più vicino, sia in termine di prezzo che di tempo, ai top rispetto ai bottom:

  • Tra il primo taglio del Gennaio 2001 ed il bottom dell’Ottobre 2002 intercorrono 21 mesi ed una fortissima discesa;
  • Tra il primo taglio del Settembre 2007 ed il bottom del Marzo 2009 intercorrono 18 mesi ed un calo molto consistente.

Se la storia dovesse ripetersi, il prossimo bottom sarebbe proiettato tra Gennaio ed Aprile 2021.

Ovviamente non si pretende che la storia si ripeta necessariamente allo stesso modo, ma resta valido il seguente concetto di fondo:

il primo taglio dei tassi è solitamente molto vicino al TOP della borsa e precede svariati mesi di forti vendite prima di raggiungere il BOTTOM finale dal quale ripartono gli acquisti.

Ciò si spiega col fatto che gli effetti della politica espansiva si concretizzano solo una volta esaurito il deleverage.

In altre parole, gli eccessi del credito (economico e finanziario) devono essere scaricati e solo a quel punto gli intermediari del credito (banche e sottoscrittori di obbligazioni/fondi obbligazionari) torneranno a svolgere a pieno regime la propria funzione di erogatori.

Prima di allora, l’eventuale (probabile) stretta creditizia priverà i mercati di un supporto e di una spinta che ha alimentato in misura considerevole il rialzo degli ultimi anni.

Riccardo Fracasso

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