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In assenza di novità di rilievo in merito alla borsa americana, ritengo più interessante esaminare l’oro.

Grafico:

ORO – Fibonacci

Il recente rialzo conferma l’ipotesi di pull back sulla parallela superiore del canale rialzista.

Ciò, tuttavia, non esclude ulteriori temporanei ritorni in direzione della stessa, prima della partenza definitiva.

Allora l’applicazione di Fibonacci ci fornisce quel che sono dei livelli grafici presso i quali potremmo assistere ad alcune vendite utili a scaricare probabili eccessi di breve termine e/o fornire ulteriori possibilità di accumulazione per la mano primaria.

Il più delle volte un rimbalzo si interrompe al primo livello (1.219 dollari), ma giusto non escludere comportamenti diversi.

Ipotizzando il rispetto della correlazione solitamente valida, può tornarci utile anche prendere come riferimenti operativi per l’oro, quelli dell’argento:

ARGENTO – Fibonacci

Mi spiego: nel caso in cui l’argento dovesse raggiungere, come l’analisi tecnica suggerisce, area 17.73 dollari, da quella soglia potrebbe partire qualche vendita per entrambi i metalli preziosi, con l’oro che nel frattempo sarebbe salito al primo (1.219) o al secondo livello (1.249).

Alla luce di quanto scritto, semplificando, le alternative per chi opera possono distinguersi nelle seguenti due:

  1. mantenere;
  2. vendere sugli allunghi (considerando i riferimenti citati) con lo scopo di sfruttare una eventuale correzione per riacquistare.

La prima scelta implica  il rischio di dover sopportare l’eventuale correzione, la seconda, invece, che i prezzi scappino verso l’alto o, in caso di calo, la difficoltà di determinare il nuovo punto di ingresso.

La scelta è strettamente legata al tipo di operatività (investitore o trader).

Riccardo Fracasso

 
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