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Mercoledì Powell ha annunciato un nuovo taglio dei tassi di un quarto di punto, portandoli a 3,5-3,75%

Esattamente come nel 2024, anche quest’anno tre tagli dei tassi concentrati nelle ultime tre riunioni.

Unica differenza nell’entità del calo di settembre (0,5% nel 2024, 0,25% nel 2025).

Al momento le posizioni dei membri FED sono per un taglio nel 2026 e uno nel 2027, mentre il FED WATCH (qui di seguito) vede entrambe le sforbiciate il prossimo anno.

Programma che potrebbe subire variazioni da maggio 2026, con l’insediamento del nuovo presidente FED , sicuramente vicino a Trump, quindi più propenso a una politica espansiva.

L’augurio è che il nuovo comitato non commetterà l’errore di sottovalutare il pericolo inflazione, altrimenti col tempo sarà la stessa inflazione a dettare la politica monetaria alla Banca Centrale, proprio come fu costretto a fare Powell a partire dal 2022, con una corposa e tardiva serie di rialzi.

In ogni caso, nell’immediato è previsto un periodo di pausa.

Sempre mercoledì Powell ha ribadito di voler consegnare a chi prenderà il suo posto “un’economia in un buono stato di salute, con un’inflazione sotto controllo e un mercato del lavoro forte.“.

Mentre la FED dibatte la misura e la tempistica dei prossimi tagli, all’interno della BCE c’è chi afferma che “La prossima mossa della Bce sarà un rialzo dei tassi.”.

Si tratta di Isabel Schnabel, membro della Banca Centrale Europea.

Seppur un eventuale rialzo non sia scenario da considerare nell’immediato, si rafforza l’ipotesi che i tassi dell’Area Euro abbiano raggiunto il bottom, aspetto che valorizza l’indicazione all’interno dell’ultimo check up di accorciare le scadenze, sulla base dei principi del Monetix.

Riccardo Fracasso

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