Protagonisti ancora una volta i dazi.
Mercoledì (28 maggio) il Tribunale federale degli Stati Uniti ha bloccato i dazi che Trump aveva imposto ricorrendo all’International Emergency Economic Powers Act.
Tale norma del 1977, in caso di emergenza, consente al presidente americano interventi saltando il passaggio del Congresso.
Il Tribunale, non riconoscendo la presenza di questa emergenza, ha definito illegale il provvedimento di Trump.
Giovedì la Corte d’Appello ha accolto il ricorso del governo sospendendo temporaneamente il blocco dei dazi, per darsi il tempo di esaminare la documentazione.
Mai in discussione, invece, i tributi su acciaio, alluminio e auto, perché introdotti ricorrendo alla Section 232, una disposizione del Trade Act del 1962 che conferisce al Presidente americano il potere di imporre deterrenti commerciali su importazioni che rischiano di compromettere le industrie legate alla sicurezza nazionale.
Perché Trump non ha esteso l’applicazione della Section 232 a tutti i dazi? Perché ha preferito un uso selettivo laddove c’era un’argomentazione credibile legata alla sicurezza nazionale, mentre negli altri casi ha scelto strumenti alternativi.
Ad ogni modo, anche qualora la Corte d’Appello dovesse confermare il blocco deciso dal Tribunale federale, Trump potrebbe provare ad aggirare il ‘problema’ ricorrendo appellandosi ad altre normative.
Un’ultima notizia: nelle ultime ore Trump, con decorrenza 4 giugno, ha raddoppiato i dazi su acciaio e alluminio (dal 25 al 50%).
Riccardo Fracasso
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