Lo S&P 500 ha chiuso la seduta a 1.955 punti, registrando un -0,01%.

Il bilancio settimanale è pari ad un +1,22%.

La scorsa settimana:

“Tuttavia, pur essendoci molti aspetti congrui con un processo distributivo (durata ed entità della salita avviatasi nel 2009, forma parabolica assunta dal rialzo, elevatissimo ricorso alla leva, notevole ottimismo del mercato, ipercomprato di lungo termine, ecc.), al momento non sussistono elementi grafici che confermino tale ipotesi ed escludano altri scenari (per esempio nuove risalite).

Inoltre, attualmente sono presenti alcuni elementi di breve termine che depongono a favore di un rialzo.”.

Si faceva riferimento al recupero dello S&P 500 proprio nell’ultima seduta della settimana (la più importante) ed all’Harami Bearish settimanale sul grafico del Vix (che suggeriva un calo della volatilità, solitamente accompagnato da un rialzo dell’indice americano).

Nella settimana appena conclusa il Vix è effettivamente sceso e lo S&P 500 è salito.

Di seguito osserviamo, su base mensile, l’intero rialzo dell’indice americano avviatosi nel 2009:

S&P 500 su base mensile

S&P 500 su base mensile

Il trend è indiscutibilmente rialzista e fino a che non compariranno figure di inversione è troppo pericoloso andarci contro.

Ad ogni modo, da diverso tempo s’è sostenuto come gli svariati elementi, grafici e non, che indicavano ed indicano tuttora un mercato estremamente tirato, suggeriscono la strategia di acquistare solo su correzioni decise.

E’ possibile osservare come il recente calo nemmeno si nota sul grafico a base mensile (ultime due candele).

Sarà quindi bene attendere una correzione degna di tale nome.

Riccardo Fracasso

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