La fidejussione è un contratto mediante il quale il fidejussore (generalmente la banca) garantisce una prestazione dell’obbligato nei confronti del creditore.
La fidejussione può essere totale o parziale, con scadenza o a tempo indeterminato.
Il suo impiego si è sviluppato in sostituzione del versamento di cauzioni, il soggetto acquirente che al momento non dispone o non vuole utilizzare la liquidità necessaria da versare a titolo di cauzione  può così ovviare al problema tramite  fidejussione pagando un corrispettivo in rate dilazionate nel tempo.


Il leasing (dal verbo ‘to lease’ (affittare)) è un contratto di locazione di beni mobili o immobili con facoltà di riscatto alla scadenza prevista.
Il leasing si basa sul principio che la produzione e la redditività di un’impresa dipendono dall’uso dei beni strumentali e non dalla loro proprietà.
Il leasing è caratterizzato dal canone di locazione (canoni che possono variare nel tempo, diffuso è il leasing con maxicanone iniziale), dalla scadenza e dal valore di riscatto.
I canoni di leasing in realtà sono composti dalla somma del prezzo per l’uso del bene e la quota di pagamento anticipato del prezzo di vendita del bene.
Poiché il semplice utilizzo di un bene è ottenibile con un contratto di locazione che prevede  canoni  più contenuti, il leasing , salvo problemi di liquidità, si risolve col riscatto del bene.
Il stipula del contratto è preceduta da un’istruttoria che ha il fine di valutare le qualità economiche e morali del richiedente.
Fiscalmente bisogna sottolineare che l’IVA sul prezzo d’acquisto dei beni è pagato dalla società di leasing mentre l’utilizzatore paga l’IVA sui canoni.


La locazione è un contratto col quale un soggetto ottiene, per un periodo non superiore a 30 anni, il diritto ad utilizzare un bene mobile o immobile non suo dietro corrispettivo o anche gratuitamente (contratto di locazione gratuito).


Il fido è l’importo massimo di credito che una banca concede ad un cliente che ne ha fatto richiesta previa istruttoria (raccolta di dati utili per stabilire la solvibilità del cliente).
Col fido quindi si concretizza il livello di fiducia che la banca ripone nel cliente.
Il fido è particolare quando per ogni tipo di operazione viene indicato l’importo disponibile altrimenti è detto generale.
Il fido è diretto quando è utilizzato direttamente dal richiedente, in caso contrario è indiretto.
I fidi sono periodicamente revisionati dalla banca con nuove istruttorie.
Si parla di fidi multipli quando ad un cliente sono accordati più fidi da diverse banche, ignare di non essere le sole, concedendo dunque un credito superiore a quello di cui il cliente è realmente meritevole; per ovviare a tale problema è stato istituita la Centrale dei rischi, un maxiarchivio di tutti i fidi concessi.
Le società che non hanno i requisiti per ottenere un fido o che vogliono spuntare tassi passivi minori si iscrivono ai consorzi fidi versando una modesta quota ed impegnandosi a rispondere solidalmente del totale dei fidi ottenuti dal consorzio.
La durata tecnica dei fidi è di norma di pochi mesi mentre la durata effettiva può anche essere di diversi anni.

Al verificarsi di  un debordo si possono presentare tre situazioni:

·   la banca aumenta il fido regolarizzando la situazione del cliente;
·   la banca invita il cliente a rientrare rapidamente entro il fido;
·   la banca agisce per vie legali contro il cliente.


Il mutuo ipotecario è un contratto col quale la banca eroga un determinato importo in un’unica soluzione previa iscrizione ipotecaria di un proprio bene  da parte del richiedente.
Il rimborso deve essere effettuato entro una scadenza di norma superiore a 5 anni ed inferiore a 10, con rate semestrali comprensive di una quota di capitale e degli interessi maturati.
Il mutuo ipotecario è richiesto da coloro che devono acquistare  un immobile ma al momento non dispongono o non vogliono utilizzare  la liquidità necessaria.
La banca interessata versa la somma direttamente al  venditore.




   
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