Partiamo subito col grafico dello S&P;:

 

L’indice americano ha chiuso a 1.218 punti, registrando un -2,79%.

Ultime sedute:

In questi giorni stiamo avendo modo di osservare ancora una volta l’importanza della media mobile a 200 giorni.
Non esistono mezze misure: o si rompeva e si allungava notevolmente, o si invertiva e si correggeva in modo considerevole.
In tale circostanza si è concretizzata la seconda strada.
 
Dal punto di vista tecnico da annotare la perforazione della 7+5 con inversione al ribasso del trend di medio; questo è ovviamente un elemento negativo.
 
Anche per lo S&P;, come per gli altri mercati, dopo i forti cali non si possono escludere buoni rimbalzi intraday, ma l’orientamento è sicuramente rivolto verso il basso.
Inoltre, la chiusura vicinissima ai minimi ne rende probabili ulteriori per oggi.
 
Ad ogni modo, fino a che non sarà rotto il precedente minimo (1.075 punti), non si potrà commettere l’errore di escludere la possibilità che la correzione in atto serva all’indice per costruirsi una serie di minimi crescenti, indispensabili per un trend rialzista.
Se ciò si verificasse assegnerei molta più considerazione al movimento, rispetto a quanto ho fatto finora.
 
A tal proposto, prestiamo attenzione al grafico a 8 mesi su base settimanale per evitare l’errore di trascurare movimenti di più ampio respiro, che spesso influenzano quelli di breve:
 
 
Come si può notare, abbiamo due massimi crescenti ed unendoli otteniamo la trendline ‘A’.
In sintesi, il mercato ha dimostrato la forza di salire oltre i massimi relativi del 29 agosto, ma ora, scendendo, deve dar prova di sapersi fermare sopra ai precedenti minimi.
Difatti, un rialzo affidabile deve esser composto da una sequenza non solo di massimi crescenti ma anche di minimi crescenti.
Di conseguenza, ho proiettato la trendline ‘A’ dal minimo segnato il 3 ottobre, ottenendo un ipotetico supporto ‘B’ che al momento transita a circa 1.105 punti.
 
Se l’indice dovesse realmente arrestare la propria discesa a ridosso di tale ipotetico supporto, allora avremo anche una serie di minimi crescenti, e, fermo restando la negatività di fondo, non potremo che prendere atto della presenza di un solido canale rialzista.
 
Non vorrei però allarmare eccessivamente i ribassisti.
Questa è una semplice ipotesi di lavoro, anche perchè, al momento, la trendline ‘B’ nemmeno esiste perchè un supporto inclinato per esser disegnato necessita di almeno due punti minimi, ed attualmente ne abbiamo solo uno.
L’unico supporto che al momento esiste è quello statico a 1.075 punti e se il mercato dovesse giungere fino a tale soglia, l’ipotesi del canale rialzista sarebbe già svanita.
 
Tuttavia, è molto più saggio monitorare, per non correre il rischio di rimanere vittime delle nostre stesse convinzioni.
 
 
 
Riccardo Fracasso
 
 
 

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