In un articolo di fine Novembre (“Arabia Saudita: toccatemi tutto, ma non il petrolio”) ricostruii la storia del petrolio dal minimo del dicembre ’98 in poi.

Grafico aggiornato:

Grafico nr. 1 - Petrolio - Scala semilogaritmica

Grafico nr. 1 – Petrolio – Scala semilogaritmica

Il calo in corso dal Giugno del 2014, peraltro molto simile a quello avviatosi nel Luglio 2008 sia nelle dimensioni che nella durata, ha portato ad un minimo (44,2) praticamente coincidente con quello registrato nel novembre 2001 (45,50), per poi rimbalzare.

Attualmente vale 48,69 dollari.

Di seguito, verifichiamo il grafico a 10 anni dell’RSI, sia su base settimanale che su base mensile:

Grafico nr. 2 - Petrolio - RSI settimanale e mensile

Grafico nr. 2 – Petrolio – RSI settimanale e mensile

Si osservi l’ipervenduto su base settimanale (fortissimo) e mensile.

Appare inoltre chiaro come situazioni di eccesso settimanale e ancor più mensile siano eventi alquanto rari.

Ricapitolando, nel corso della settimana appena conclusa il petrolio ha raggiunto un supporto importante in presenza di un forte eccesso di ipervenduto.

In una situazione simile, a mio avviso, è finanziariamente corretto chiudere eventuali posizioni ribassiste in portafoglio.

Nel caso in cui agli eccessi dovessero aggiungersi segnali concreti (magari una figura di inversione rialzista sul grafico mensile), aumenterebbero  notevolmente le probabilità che il minimo segnato nella settimana appena conclusa si riveli un minimo di lungo termine.

Riccardo Fracasso

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