Nell’ultimo post dedicato al nostro Ftse Mib si era detto che, una volta confermata la tendenza ribassista, il nostro compito sarebbe diventato quello di individuarne gli obiettivi.
Obiettivi che, a dir il vero, avevamo già rivelato con largo anticipo con l’articolo pubblicato il 23 agosto.
Mi sono avvalso dei rapporti di Fibonacci.
Grafico:

E’ storia recente la perforazione del terzo obiettivo a 14.230 (praticamente coincidente col minimo registrato l’11 agosto a 14.199 punti).

Il quarto livello si trova a 12.865 punti, che dista appena il 4% sopra al minimo segnato il 9 marzo 2009 (12.332 punti).
Non mi sfugge che in un trend fortemente ribassista, come l’attuale, i supporti diventino estremamente fragili, ma, tuttavia, dobbiamo pur stabilire delle soglie presso le quali potrebbe verificarsi un rimbalzo.
La mia opinione non è diversa da quella pubblicata il 23 agosto e, pertanto, gli scenari che ritengo più probabili restano i seguenti due:
  • il Ftse Mib prosegue il calo fino al minimo del Febbraio 2009 (12.332 punti) per poi rimbalzare;
  • il Ftse Mib scende in prossimità del quarto livello (12.865) e rimabalza cogliendo di sorpresa tutti  quegli investitori che avevano posto i propri ordini d’acquisto nelle vicinanze del minimo di Febbraio, costringendoli a rincorrere il movimento.
Al momento attuale penso sia bene chiudere eventuali posizioni short in prossimità di 12.865 punti, o, per sicurezza, anche un pò sopra.
Non escludo si possa scendere ulteriormente, ma 12.332 punti sono un minimo visibile a tutti e proprio per questo potrebbe succedere che chi ha i mezzi per condizionare il mercato agisca in modo che il mercato arresti la propria discesa a valori superiori, costrigendo molti investitori ad alzare i prezzi delle proprie proposte di acquisto.
Inoltre, un eventuale futuro rimabalzo ci darà la possibilità (se sarà scaduto il divieto delle vendite allo scoperto) di aprire nuovamente posizioni short, anche perchè gli obiettivi finora citati riguardano semplicemente l’attuale impulso ribassista e non certo quelli di medio/lungo termine che ritengo decisamente più profondi.
Ci tengo a precisare che ogni analisi necessita di step di monitoraggio con i quali è possibile anche modificare le proprie previsioni.
Ciò per evidenziare che, nel caso in cui dovessero modificarsi elementi di natura tecnico/fondamentale, non escludo che la nostra strategia operativa possa variare; in tal caso, ve ne darò comunicazione.
A qualcuno di voi non sarà sfuggito che nel grafico postato in quest’articolo, rispetto a quello pubblicato il 23 agosto, ho aggiunto un quinto livello a 10.186 punti.
Il motivo?
La situazione sta evidentemente precipitando e mi è ben nota la drammaticità della situazione italiana; in tale contesto non si può  escludere completamente l’ipotesi in cui  certi obiettivi siano raggiunti senza che vi sia prima un rimbalzo.
Ad ogni modo, al momento, la mia opinione è che sia assolutamente preferibile liquidare eventuali posizioni short in area 12.865.
Andiamo ora al grafico con candele giornaliere:

Il Ftse Mib oggi  ha chiuso a 13.474 punti, registrando un -3,89%.

Il Detrended è calato ulteriormente portandosi a livelli che già ora possono considerarsi di discreto ipervenduto.
Nulla vieta che il Detrended possa scendere di molto, ma, dovendo scegliere l’ipotesi con maggiori possibilità, ritengo probabile che un rimbalzo del mercato non sia così distante.
Ciò non fa che convincermi che in prossimità del livello sopracitato (12.865 punti) sia preferibile chiudere eventuali posizioni short presenti in portafoglio.

Ultime sedute:

Come si può notare con la seduta odierna si è aperto un nuovo  gap down; sarà necessario rimbalzare fino a 14.020 punti per chiuderlo completamente.

Anche tale gap sposa bene la nostra tesi prudenziale che prevede la chiusura delle posizioni ribassiste in prossimità di area 12.865 senza attendere i minimi di marzo 2009.
Infatti, la catena al collo rappresentata dal gap potrebbe farsi sentire presto.

Riccardo Fracasso
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