Nell’articolo di lunedì scorso (S&P; 500: la regola del ventaglio) si era analizzato l’indice americano, rimanendo in attesa di confermare o meno, con la chiusura settimanale, la rottura della trendline nr. 3, che avrebbe decretato, in base al principio del ventaglio, l’inversione di quel rialzo iniziato nel marzo 2009.
 
Puntuali, eccoci qua, quindi, a controllare la situazione:
 
 
Come si può notare la rottura è stata ampiamente confermata.
 
 
Ora accorciamo il time frame portandolo a giornaliero, col fine di poter osservare la media mobile a 200 giorni (linea rossa):
 
 
 
Ancora una volta possiamo costatare l’importanza che essa ha, ed il fatto che, in quest’occasione, la sua perforazione  ha permesso, guarda caso, il cedimento della trendline nr. 3, decretando l’inversione di tendenza di un rialzo in atto da 29 mesi!
 
Il recente declassamento del rating da parte di  Standard & Poor’s rende ancora più difficile la situazione, ma l’annuncio di ieri della Bce di acquistare i titoli di stato di Spagna ed Italia (le cui tensioni hanno influito notevolmente nel ribasso delle ultime settimane) ed un ipervenduto molto alto (vedi il secondo dei due grafici), concedono buoni motivi per sperare in un rimbalzo.
 
Anche in quest’occasione, non è da escludere una partenza (mi riferisco agli Stati Uniti) nel segno del panico, con successivo recupero.
Il valore attuale del future sullo S&P; a quasi -3% conferma il panico…resta da valutare se vi sarà spazio per un recupero già oggi, o se gli investitori, prima di intervenire vorranno sentire le dichiarazioni che domani Obama ha in programma di fare.
Si parla ad ogni modo di semplice rimbalzo, perchè il recupero della trendline nr. 3 è pura utopia.
 
Riccardo Fracasso

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