E’ dall’incontro di Jackson Hole (24 agosto) che si attendeva con trepidazione il discorso di ieri sera di Ben Bernanke.
Ebbene, il presidente della banca centrale americana ha innanzitutto evidenziato che ‘ci sono significativi rischi al ribasso sulle prospettive di crescita’, il che, tradotto, vuol dire che incombe il pericolo recessione.
Ha inoltre confermato che i tassi rimarranno a 0-0,25% fino ad almeno metà 2013.
Infine, ha detto che attraverso un’operazione twist la Fed acquisterà 400 MLD di dollari con scadenza tra 6 e 30 anni e contemporaneamente liquiderà titoli con scadenza inferiore ai 3.
In pratica, si allunga il debito aumentandone ovviamente il costo (le scadenze più lunghe, infatti, hanno tassi più alti di quelle brevi).
Ancora una volta, non è stata annunciata una QE3; ciò dovrebbe lasciar libero di salire il dollaro, che comunque già da qualche settimana si sta dimostrando piuttosto tonico.
Torniamo allo S&P;, col grafico:
L’indice americano ha perso il 2,94%, scendendo fino a 1.167 punti, che corrispondono ai minimi di giornata, il che rende probabili ulteriori minimi nella seduta successiva (Nrd: oggi).
Ultime sedute:
In una sola seduta lo S&P; 500 ha perforato al ribasso la 7+5 e la 25+5, il che significa che ora trend di medio e di lungo periodo sono ribassisti.
L’indice ha chiuso proprio a ridosso della trendline ‘A’.
Si è più volte sostenuto che non saremo stati completamente negativi fino a che non avremo visto un’uscita, verso il basso, dal bel canale rialzista che ha da oltre un mese permesso all’indice di recuperare.
Va però detto che siamo arrivati a contatto col supporto nelle condizioni ideali per romperlo: abbiamo, ripeto, la tendenza di medio/lungo periodo ribassista, la chiusura sui minimi che è elemento negativo ed un Detrended che non segnala assolutamente ipervenduto.
Riccardo Fracasso
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